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Sala Parrocchiale Sant'Antonio
Brogliano - VI

indirizzoVia Castello
cap36070
telefono0445444047
emailparroco@parrocchiadibrogliano.it
webwww.parrocchiadibrogliano.it


Tipo di spazio teatraleSala Polivalente
Costruzione del teatroTeatro Moderno (aperto dopo il 1945)
Anno di costruzione2009 (su chiesa del quattrocento)

Tipo di proprietÓ immobileparrocchiale
Ragione sociale del proprietarioParrocchia San Martino di Brogliano
Ragione Sociale del gestore dello spazio teatraleParrocchia San Martino di Brogliano
Forma giuridicaente morale
ProvinciaVicenza
comune gestoreBrogliano
IndirizzoPiazza Roma, 36
Cap36070
Telefono0445444047
Emailparroco@parrocchiadibrogliano.it
Sito webwww.parrocchiadibrogliano.it

Storia del teatro - dello spazio teatrale

Riel Le Bras, uno dei massimi studiosi europei delle istituzioni religiose, riferendosi alla chiesa di paese, afferma che "la sua breve o lunga durata dipende essenzialmente dalla pietra e dalla pieta' ". Se la 'pietra' dell'antica chiesa parrocchiale di Brogliano ritorna oggi a nuova vita, lo si deve evidentemente alla 'pieta' ' dei fedeli, che ad essa si sentono ancora legati, nonostante i riti e le funzioni trovino la loro espressione, ormai da pi di un secolo, nella nuova chiesa parrocchiale.
L'antica chiesa della Beata Vergine dell'Assunta, che fu la chiesa parrocchiale di Brogliano nei secoli XVI - XIX, in realta' molto piu' antica. Una cappella venne molto probabilmente eretta all'interno del castello di Brogliano, gia' documentato nei primi anni dopo il Mille: assunse un'importanza sempre maggiore e nel corso del secolo XIII si doto' del titolo di Santa Maria. del 1296 il primo documento scritto, quando il parroco di Brogliano di allora, pre' Castellano, esercitava il suo ministero "in ecclesia sancte Marie".
La pieve di San Martino conservava naturalmente tutto il suo antico prestigio di matrice di tutte le chiese della valle dell'Agno, ma per gli abitanti di Brogliano c'era l'esigenza di una parrocchiale piu' comoda e vicina al maggior centro abitato. Nei secoli XIV e XV si consolido' quindi l'abitudine di considerare Santa Maria come chiesa parrocchiale e dalla fine del Quattrocento in avanti in essa vennero gradatamente trasferite tutte le funzioni religiose, tranne la sepoltura dei defunti.
Nel Quattrocento e dei primi decenni del Cinquecento la chiesa della Beata Vergine acquisisce in un processo lento ma ineluttabile le prerogative parrocchiali che prima appartenevano alla pieve di San Martino. Qui si battezzavano i neonati e si seppellivano i defunti, ma le altre funzioni parrocchiali e la custodia del Santissimo erano gi prerogative della chiesa di Santa Maria. La visita pastorale di tre anni (1533) dopo sanci' la definitiva attribuzione dei ruoli alle chiese di Brogliano: il prestigio alla pieve di San Martino, la celebrazione delle funzioni religiose settimanali a Santa Maria. Qui giunse in primo luogo il visitatore: "Non la parrocchiale - scritto nel verbale - ma per maggiore comodit dei fedeli qui stata fabbricata, poiche' l'antica parrocchiale di San Martino dista un miglio dal paese".
Le sue condizioni gia' allora non erano ottimali, ma pur essendo "male fabricata" non necessitava per il momento di restauro. Ben diversa l'impressione suscitata nella visita del 1544, quando la chiesa di Santa Maria venne trovata in pessime condizioni: non c'era il pavimento ed il tetto appariva malconcio; la sacrestia e la canonica lo stesso. Il visitatore ordino' al decano ed ai consiglieri di correre ai ripari: le spese dovevano essere ripartite a meta' fra il parroco ed il comune. Ma dieci anni dopo le condizioni delle chiese di Brogliano erano ancora critiche e nella assemblea comunale radunata il 10 novembre 1555 tutti furono coinvolti a "fabricar et lavorar alle chiesie de Brogian".
Ma l'antica chiesa era piccola e incapace di contenere una popolazione in rapida crescita: il notevole sviluppo demografico, che interesso' Brogliano nei secoli XVI e XVII secolo, rese ineluttabile un intervento radicale di quella che ormai a tutti gli effetti era la chiesa parrocchiale di Brogliano, dedicata a Santa Maria Assunta.
La questione del titolo merita un accenno.
Fin dalla sua erezione, nei secoli del pieno medioevo, venne dedicata alla Madonna e cos viene qualificata nelle prime le visite pastorali del XVI secolo. Ci fu in seguito un breve periodo durante il quale la chiesa aveva cambiato il titolo: nel verbale della visita pastorale del vescovo Matteo Priuli, effettuata nel 1568, infatti riportato: "visitavit ecclesiam parochialem sancti Blaxii de Brogliano"; se questo effettivamente avvenne, dur lo spazio di qualche decennio. La chiesa di Brogliano torn poco dopo sotto la protezione della Madonna e nel 1581, per la prima volta, riportata "la chiesa de la Sonzion de la Madona".

L'ingrandimento avvenne in due fasi: nel 1648-49 fu allargata di oltre due metri sul lato sinistro e il tetto venne innalzato di un metro circa. Ne conosciamo i termini da una relazione richiesta dal vescovo di Vicenza al vicario foraneo di allora e stesa il 18 settembre 1649: l'altare, dotato di una statua della Madonna, venne anch'esso spostato e il coro allargato convenientemente. "Per questo - concluse il visitatore - la stimo assai mutata dal primitivo stato".
Chiaramente l'edificio risultava ora squilibrato nelle proporzioni e inoltre l'aumento demografico del ventennio successivo l'aveva resa ancora insufficiente. In una convicnia (assemblea di tutti i capifamiglia della cominit) convocata il 15 maggio 1661 emerse l'esigenza di "far de novo un campanille alla chiesa di Brogliano in quel miglior modo che sar stimato necessario con il parere di persone perite, et di pi che sia aggrandita detta chiesa di Broglian verso la piazza piedi otto per poter ivi formar il detto campanile".
Venne dato l'incarico a Giovanni Molin da Montecchio Maggiore muraro, che accetto' l'incarico nell'ottobre dello stesso anno; nel giro di pochi mesi presento' il suo progetto che prevedeva di "fare un campanille alla chiesa di Broglian, fuori della chiesa et attaccato alla detta chiesa, de piedi quarantacinque in altezza et in lunghezza piedi nove".
Riunita il 4 aprile 1666, l'assemblea comunale di Brogliano approvo'. Venne abbattuto il vecchio campanile, la facciata demolita e ricostruita tre metri e mezzo pi avanti, verso la piazza; nell'angolo venne innalzato il nuovo campanile alto oltre 15 metri e di 3 metri circa di lato. Al capomastro venne corrisposto un onorario di 88 ducati e una botte di vino. Il comune forni' tutto il necessario: manodopera ("manualli") e materiali ("sassi, cantoni, sabion et calcina"). Al termine dei lavori il muraro di Montecchio Maggiore pose una pietra sul lato del campanile con data e nome:
"MDCLXVII. IO: MOLTI EX MONTICULO MAIORI OPUS FECIT".
Alcuni anni dopo fu la volta della sagrestia: con un margine molto risicato di consenso (21 a 15) i governatori decisero di allargarla, vincolando il parroco a mettere la sua parte, 40 lire e un carro di calce.
Dopo l'ingrandimento ed il radicale restauro terminati nel 1667, l'effettiva chiesa parrocchiale di Brogliano, dedicata alla Beata Vergine dell'Assunta, mantenne in seguito la stessa fisionomia ed esercito' le sue funzioni fino all'erezione della nuova parrocchiale di Brogliano, inaugurata nel 1895.
Ebbe per molto tempo solo l'altar maggiore, il bell'altare seicentesco della Madonna del Rosario, che ora si trova in una cappella della moderna parrocchiale.
Solamente nella relazione per la visita pastorale del 1743 si parla del secondo altare, dedicato a Sant'Eurosia, santa molto venerata dai contadini, come protettrice dei raccolti: la pala che lo impreziosiva stata attribuita, dal compianto professor Francesco Fontana, al pittore vicentino Antonio de Pieri, detto lo Zoppo. 

Nel 1931, la vecchia parrocchiale dell'Assunta venne restaurata e dedicata a Sant'Antonio da Padova; oggi non pi utilizzata come luogo di culto e trasformata in deposito, scuola di muratura e di nuovo palestra e infine teatro e deposito.

Fu restaurato il tetto nel 2006 e nel 2008 fu fatto un radicale restauro interno riportando la sala alle origini, riscoprendo il pavimento originario, togliendo il palco troppo alto e il riscaldamento invasivo. Un riscaldamento ora invisibile a parete rende onore alla sua prestigiosa storia, un palco  di 60 cm ricoperto di legn evidenzia la sua vocazione a sala polivalente.








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