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Teatro Beato Contardo Ferrini
Adria - RO

indirizzoPiazza Casellati 3
cap45011
telefono042621725
emailteatroferrini@cattedraleadria.it
webwww.cattedraleadria.it


Tipo di spazio teatraleTeatro
Costruzione del teatroTeatro Storico (aperto prima del 1945)
Anno di costruzione1922
Tipo di proprietà immobileparrocchiale
Ragione sociale del proprietarioParrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli - Cattedrale di Adria
Ragione Sociale del gestore dello spazio teatraleParrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli - Cattedrale di Adria
ProvinciaRovigo
comune gestoreAdria
IndirizzoVia Alberto Mario 12
Cap45011
Emailteatroferrini@cattedraleadria.it
Sito webwww.cattedraleadria.it
Teatro di rilevanza storico artisticaTeatro storico artistico

Storia del teatro - dello spazio teatrale

Il Teatro Beato Contardo Ferrini

 

Cenni storici

 

"Il pomeriggio del 15 dicembre 1913, fa il suo solenne ingresso ad Adria un nuovo Pastore; il 16 tiene il suo primo pontificale con l'omelia in Cattedrale, presenti numerose rappresentanze e una folla di popolo.

E' mons. ANSELMO RIZZI, mantovano, già arciprete e vicario foraneo a Ostiglia (MN), nato a Ponteterra (Sabbionetta) il 20 ottobre 1874.

Quando arriva, il movimento giovanile cattolico cominciava a rinascere ma, privo di mezzi, non poteva svolgere quell'azione intensa ed efficace che sarebbe stata necessaria dopo un lungo periodo trascorso nell'inerzia.

Specialmente il circolo giovanile "C. Ferrini", non avendo una sede propria, né un luogo di ritrovo, languiva, incapace di espandersi, raccolto nella preghiera e nella speranza, intorno al suo assistente ecclesiastico.

S.E. il Vescovo intuì subito il bisogno più urgente del movimento; e fin dai primi giorni del suo episcopato, pensò di ridurre a sue spese le adiacenze del palazzo vescovile e di costruire un salone.

Diede l'incarico all' egr. cav. Ing. Giuseppe Fidora di tracciare un opportuno progetto e di por mano immediatamente al lavoro. Quando, pochi mesi dopo, scoppia la guerra, il salone magnifico era quasi finito. Dovette purtroppo essere adoperato ad altri usi: fu concesso da prima (giugno 1916) per ospitare i profughi dell'altopiano di Asiago; poi accolse i soldati che si riorganizzavano dopo Caporetto; infine divenne magazzino della requisizione cereali.

Soltanto dopo l'armistizio poté essere adibito al suo scopo.

Allora fu possibile giudicare e apprezzare il magnifico dono del Vescovo Rizzi alla sua Cattedrale.

La vasta sala, di sobria eleganza, fornita di un'ampia loggia, di un palco magnifico, di comodi camerini, nel candore della sua tinta e nella ricchezza di luce, ha l'aria di un bel teatro moderno; e il popolo l'ha battezzato "Teatro Ferrini" dal nome dell'illustre e santo professore di Pavia, da cui s'intitola il circolo giovanile che nel salone stesso esplica la sua azione di cultura e di carità. E' luogo di convegno tranquillo, caro a tutta la città, sede naturale del ricreatorio parrocchiale, della scuola superiore di religione, di convegni di azione religiosa, della filodrammatica maschile e femminile. A disposizione inoltre in occasioni di feste e conferenze, senza distinzione di partito."

 

Estratti dall'opuscolo: " A MONS. ANSELMO RIZZI "

– nel XXV anniversario della Sua sacerdotale ordinazione –  

ed. Industrie Grafiche Italiane – Rovigo 1922

 

La vita del teatro e la sua decadenza

 

Il teatro "Beato Contardo Ferrini" rimane privilegiato luogo d'incontro di molte generazioni, adeguandosi tuttavia alle istanze dei tempi: sarà anche una frequentatissima sala di proiezione di film e di documentari per fanciulli, giovani e adulti.

Il dopo alluvione (novembre 1951) segna l'inizio del suo declino. L'avvento della televisione ne accelera la decadenza, sino alla sua chiusura, sostituito nelle sue funzioni dal nuovo Centro Giovanile "S. Pietro", voluto e realizzato dall'Arciprete Mons. Pietro Mazzocco. Una desolante disattenzione lo investe allora sia per mancanza di risorse finanziarie, sia a causa delle nuove norme di legge sulla sicurezza dei pubblici locali che ne decretano l'inagibilità funzionale, oltre ai vincoli monumentali imposti dalla Soprintendenza.

Dobbiamo all'Arciprete Mons. Lino Dalla Villa, alla sua puntigliosa caparbietà, nella costante e paziente opera di convinzione, il recupero principale dell'edificio che si può oggi nuovamente ammirare nella sua originale realizzazione. Tuttavia anche il suo successore l'Arciprete Mons. Mario Furini capì l'importanza del monumento e ne completò la struttura, ottenendo tutte le prescritte agibilità per poterla rendere funzionale ed accogliente.

 

 

Il Beato Contardo Ferrini

 

" Testimone del Signore Gesù con la prova dei fatti "

 

Nato a Milano il 4 aprile 1859, battezzato il giorno stesso nella chiesa di S. Carlo. A sei anni, è scolaro presso un Istituto privato. A dodici anni, (20 aprile 1871) si accosta alla prima Comunione.

Ancora giovane, mostra quelle qualità che lo faranno grande: distinta pietà, amore allo studio e forza di carattere.

Nel 1876, finito il liceo, s'iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Pavia. A ventuno anni, si laurea con lode, meritando una borsa di studio per un corso di perfezionamento di due anni a Berlino sulle "antichità classiche e i sui vari diritti antichi". La lunga permanenza a Berlino, ove ha modo di ammirare l'organizzazione e l'attività dei cattolici tedeschi, giova molto alla sua cultura scientifica e religiosa, come testimoniano i suoi scritti.

 Nel 1887, ossia a ventotto anni appena, è nominato professore ordinario di diritto romano all'Università di Messina, tre anni dopo è trasferito a Modena e finalmente, nel 1894, a Pavia.

Assiduo frequentatore della Biblioteca Ambrosiana, stringe viva amicizia con Mons. Ceriani, con il geologo Abate A. Stoppani e con Don Achille Ratti (il futuro Papa Pio XI).

Partecipa alla vita civica, con senso apostolico, con l'incarico di Consigliere del Comune di Milano.

Nei 22 anni che passano dalla laurea alla morte, da solo o in collaborazione con i massimi cultori del diritto, suoi contemporanei, produce importantissime opere in questa disciplina; famose le sue traduzioni: " la Parafrasi di Teofilo" – il " Liberiuris-romanorus" – i primi 28 libri del "Digesto" (raccolta organica e universale delle diverse branche del diritto, per opera di Giustiniano).

Lascia pure una copiosa e preziosa raccolta di scritti religiosi in cui traspare l'anima pura, vigorosa, mistica del sincero seguace della pratica cristiana, scrive: " Io non saprei concepire una vita senza preghiera, uno svegliarsi la mattina senza incontrare il sorriso di Dio, un reclinare la sera il capo, ma non sul petto di Cristo: una tal vita dovrebbe somigliare a notte tenebrosa, ignara delle gioie sante dello spirito, Oh , povera vita! ".

Muore la mattina del 17 ottobre 1902, in Suna, piccolo borgo sulla sponda novarese del Lago Maggiore, presso Verbania, in seguito a violenta malattia di tifo contratta durante una gita alpina (fu un innamorato e appassionato alpinista).

" E' morto un santo! " fu voce generale a Suna ed esclamazione di chi lo conobbe. La fama delle sue virtù si diffonde dovunque: centinaia di associazioni s'intitolano al suo nome, perfino all'estero.

La sua salma venerata riposa dal 1943 all'Università Cattolica del S. Cuore di Milano.

Il processo di beatificazione inizia il 7 dicembre 1916. L'8 febbraio 1931 S.S. Pio XI ordina la lettura del Decreto che ne proclama l'eroicità delle virtù. Il giorno di Pasqua del 1947, S.S. Pio XII lo eleva agli onori degli altari e scende nella Basilica di S. Pietro a venerare il nuovo Beato.

 








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