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Teatrino Groggia
Venezia - VE

indirizzoSant'Alvise, Cannaregio 3161
cap31161
telefono0412710052
emailrossana.papini@comune.venezia.it
webwww.comune.venezia.it


Tipo di spazio teatraleSpazio Teatrale attrezzato
Costruzione del teatroTeatro Moderno (aperto dopo il 1945)
Anno di costruzioneAnni '90
Tipo di proprietà immobilepubblica
Ragione sociale del proprietarioComune di Venezia
Ragione Sociale del gestore dello spazio teatraleMunicipalità di Venezia, Murano, Burano
ProvinciaVenezia
comune gestoreVenezia
IndirizzoCastello 5065/I
Cap30122
Telefono0412710052
Fax0415238097
Emailrossana.papini@comune.venezia.it
Sito webwww.comune.venezia.it

Storia del teatro - dello spazio teatrale

"L'edificio denominato "Teatrino di Villa Groggia" è inserito nel Parco della Villa stessa, recentemente restaurata ed adibita a sede del Consiglio di Quartiere di Cannaregio. Il complesso si trova nelle immediate vicinanze della Chiesa di S. Alvise. Attualmente l'edificio, sito al n° 3150 della F.ta dei Riformati, è abbandonato ed ingombro di quello che resta degli arredi originari, ormai distrutti; il manto della copertura a due spioventi sta rapidamente deteriorandosi, nonostante questo, le murature sono ancora in buone condizioni., così come le capriate, almeno ad un primo sommario esame.
Cenni Storici
La zona di S. Alvise venne urbanizzata a cominciare dal XV secolo (Cristinelli); alla fine del 1500 presentava la fisionomia che mantenne poi fino alla fine del 1800.
Già nel 1566, infatti, nella "Pianta Prospettica della Città e della Laguna" di Paolo Forlani, al n° 146 compare il "Bersaglio dove si esercitano li Bobardieri", area che costituiva il limite dell'isola. Questa era ancora la situazione al 1855, come si può rilevare dalla pianta del Combatti; poi, l'area del bersaglio fu usata come deposito di legname e quindi fu utilizzata per la costruzione degli edifici dell'ospedale Umberto I.
Della fine del 1500 era anche il Palazzo Donà, smantellato nel 1823 (Tassini), il quale, affacciato sulla fondamenta, aveva sul retro giardini ed orti che arrivano fino alla laguna. Sull'area del palazzo demolito vennero costruite alcune case di abitazione e un "magazzino", come si legge nel Sommarione del Catasto Austriaco (1824) al mappale II; questo magazzino copre esattamente la superficie dell'attuale Teatrino. Il giardino del palazzo venne catalogato come "orti" e "ortaglie".
Sulla facciata in mattoni del magazzino vennero inseriti elementi architettonici marmorei del palazzo demolito: è notevole il portale, sull'architrave del quale si leggono i resti del motto: "NULLIS HAEC DOMUS IMPROBIS AMICA SIT "(Tassini); i due finestroni alti e l'oculo nel timpano fanno assomigliare il magazzino a una piccola chiesa.
Nel 1885 l'edificio fungeva ancora da magazzino, come rileva Tassini nella sua opera "Edifici di Venezia distrutti o volti ad altro uso", Venezia 1885, pag. 166.
L'ampio scoperto verso la laguna venne utilizzato nella seconda metà del secolo per la costruzione di una villa con un grande giardino "romantico", (l'attuale Villa Groggia); sul bordo della laguna trovarono posto i capannoni detti "Ex CIGA" che si possono ancora vedere andando via acqua verso le F.te Nuove.
Come si rileva dal Catasto Austro-Italiano aggiornato al 1913, a quella data il nostro magazzino non era stato ancora trasformato nel teatrino, in quanto due edifici si addossavano al fianco orientale, lasciandone libero solamente un tratto esiguo.
La sistemazione attuale dell'edificio è quindi posteriore al 1913, e presuppone la demolizione di questi edifici addossati e l'acquisizione dell'area sulla quale insistevano da parte dei proprietari del parco e della villa; è probabilmente in quella occasione che si decise la trasformazione del magazzino in Teatrino. Le due operazioni dovettero essere collegate in quanto l'ornamentazione del nuovo edificio riprende lo stile romantico usato nell'ambientazione del giardino; inoltre, si può supporre che alcuni degli elementi architettonici ed ornamentali usati sia nel giardino che nella facciata posteriore del Teatrino (archi, stipiti, capitelli, colonne, statue e "mascaroni") provengano dai resti dell'antico Palazzo Donà, essendo stati abbandonati sul luogo dopo la usa demolizione nel 1823."

Tratto da Marco Buranelli - Rita Perinello, Per Venezia 1994/97 - Interventi di restauro e manutenzione, realizzato a cura del Centro di Produzione Multimediale, Comune di Venezia, 1998








galleria fotografica
scheda tecnica





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